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Le Strutture Operative di Medicina Interna hanno visto un cambiamento nel tempo e comunque siano organizzate, come singole Unità o associate a Specialità, presentano da sempre un'utenza complessa.
Le persone che affluiscono alle degenze di Medicina Interna presentano spesso contemporaneamente più problematiche dal punto di vista clinico, ma al contempo sono sicuramente particolarmente complesse dal punto di vista assistenziale.
Se una persona anziana necessita di ricovero presso una Medicina presenta frequentemente polipatogie concomitanti, può essere ferma a letto o avere molteplici problemi di assistenza infermieristica, se è invece un giovane ad accedere alle strutture mediche, spesso deve confrontarsi con l'accettazione di una patologia invalidante o peggio ancora con una prospettiva di vita limitata.
Chi assiste questa eterogenea popolazione di pazienti deve essere in grado di affrontare con grande professionalità tematiche di ordine tecnico e psicologico.
L'Infermiere delle Divisioni di Medicina Interna deve essere quel professionista che riesce a leggere i bisogni assistenziali dei propri utenti, talvolta nascosti o non manifestati, mettere in atto metodologie di prevenzione su vasta scala, curare l'ingresso e l'organizzazione della degenza in un clima spesso caotico e confuso da accessi urgenti troppo numerosi, essere coadiutore di un percorso diagnostico-terapeutico complesso con indagini strumentali difficili e poco tollerate dal paziente, gestire problematiche terapeutiche che prevedano una buona conoscenza di nozioni farmacologiche, essere in grado di gestire autonomamente situazioni di emergenza, affrontare situazioni difficili di confronto costante con la sofferenza e la morte.
Nonostante questo, l'Infermiere di Medicina Interna è sempre stato considerato il "cugino povero", il professionista che, non usando una tecnologia complessa, può essere considerato di "serie B"; a riprova di questo abbiamo evidenza costante degli sforzi di tutti i Caposala di questi settori, che vedono la propria équipe costantemente in cambiamento, continuamente alle prese con infermieri inesperti e da addestrare, con il costante cruccio del dovere constatare e accettare il fatto che, quando la persona è addestrata, si senta immediatamente pronta a chiedere il trasferimento verso ambienti più tecnologici e quindi "più professionalizzanti".
L'errore di fondo di tutto questo è la mancata comprensione che l'Infermiere di Medicina Interna è tenuto ad utilizzare per tutto il tempo del suo lavoro, la tecnologia più complessa che possa esistere, ovvero sé stesso e le proprie abilità e professionalità.
Tutto questo è probabilmente legato al velo di poca visibilità che sino ad oggi ha coperto le attività dell'Infermiere.
Troppo presi nelle attività quotidiane, dimentichiamo di dare evidenza del nostro operato e di impegnarci per strutturarlo in modo da dare alle nostre azioni di tutti i giorni un significato importante.
Anche se è innegabile che per ottenere un risultato positivo al termine della degenza, il paziente deve avere ricevuto un'assistenza assolutamente integrata sia dal punto di vista medico che infermieristico, alla dimissione la persona ricorderà solo il medico e se dopo tempo, si vorrà ricostruire una storia di ricovero, sembrerà che il paziente abbia ricevuto solo trattamenti medici.
E' ulteriormente attuale la revisione del Codice Deontologico dell' Infermiere che ribadisce la necessità del "prendere in carico" la persona "ascoltando, informando, coinvolgendo, valutando i bisogni al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito".
Al contrario di nostri Colleghi di varie Specialità, storicamente aggregati in associazioni che permettono di condividere aggiornamenti e problematiche, gli Infermieri di Medicina Interna sono sempre rimasti nel loro limbo, isolati, silenziosi e convinti di non dovere imparare, ma soprattutto di non avere niente da insegnare.
La proposta di fare nascere all'interno del sito MEDINTERNA un board INFERMIERISTICO, che permetta di mettere in comune esperienze sia organizzative che scientifiche e una selezione della letteratura internazionale mirata agli interessi dei professionisti infermieri di medicina, ci lascia timorosi ma al contempo veramente speranzosi di potere dare un contributo che possa diventare sempre più significativo al decollo di questa importante e numerosa fetta di professionisti quotidianamente impegnati sul fronte dell'assistenza.
D'altro canto, nel contesto sempre affannato delle attività, può diventare importante avere a disposizione non il "mare magno " dell'informazione in rete ma una accurata selezione dei testi, eventualmente tradotti, pertinenti alla attività di assistenza internistica, le evidenze scientifiche, le esperienze significative, le linee guida e i protocolli sperimentati e validati E.B.N, da consultare agevolmente e con relativo dispendio di tempo.
E' questo l'impegno che il Comitato Scientifico si propone: mettere on line sul sito di MEDINTERNA tutto ciò che navigando, si riuscirà a reperire di evidente importanza per gli operatori di Medicina Interna, in modo da rendere facilmente accessibile ciò che attiene alla nostra importante professione.
Il Comitato Scientifico
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